Prima emergenza: gli aspetti sociali e organizzativi

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A partire dal 20/05/2012, data del 1° sisma, è stato allestito un centro di  prima assistenza presso la palestra comunale di via Genova, operativo già dalla mattina di domenica, che ha distribuito il pranzo e ha fornito assistenza  a coloro che cercavano supporto.

La palestra comunale, organizzata come punto di assistenza, è stata gestita direttamente dai servizi sociali in collaborazione con il Gruppo Scout locale e con l’associazione UISP Modena. Le persone accolte sono state sino a 80 al giorno. Il personale dei servizi sociali si è attivato per individuare l’elenco delle persone non autosufficienti con problemi di deambulazione, da accogliere nella  palestra, diventata presidio di primo soccorso. Il centro diurno per anziani, allora ancora agibile, ha funzionato normalmente con l’attivazione di 5 posti a residenziale, inserendo il personale OSS  e, dove era possibile, i famigliari dell’assistito. Nella stessa serata di domenica  20 maggio, sono stati contattati gli hotel di Medolla per individuare eventuali disponibilità ad accogliere la popolazione.  Complessivamente sono stati collocate 25 persone.

Nella prima settimana di emergenza, dal 20/05 al 27/05 è stato garantito l’accesso al centro di accoglienza allestito presso la palestra, dando la priorità ai bambini ed agli anziani. Nei giorni a ridosso della prima scossa, è stato organizzato anche un punto informativo rivolto alla  cittadinanza presso il COC (centro operativo comunale) e, coinvolgendo numerosi volontari assieme al personale dei servizi educativi (servizio nido e sostegno) e culturali, il servizio è potuto rimanere attivo 24 ore su 24. Tutto questo personale, compreso il volontariato, è stato debitamente formato attraverso un percorso organizzato sabato 26 e domenica  27 maggio.

All’incontro di  COC  del 26 maggio si è preso atto che l’organizzazione dell’accoglienza presso la palestra comunale non era più in grado di rispondere ai bisogni complessivi della  popolazione; è stata così richiesta l’attivazione di una colonna mobile regionale al fine di garantire un’assistenza  più consona. Il giorno 28/05/2012, a soli due giorni di distanza dalla richiesta, è stato completato l’allestimento del campo di Medolla gestito dalla protezione civile del Molise.

Il 29/05/2012 si è poi verificata la seconda grossa scossa sismica, che ha fortemente aggravato la situazione generatasi dopo la prima: dal 29/05/2012 è stata garantita l’accoglienza direttamente al campo, accogliendo complessivamente  457 ospiti, con una media  nei primi giorni di 250/300 presenze.

 Galleria: Allestimento del campo

Tutta l’accoglienza della popolazione fatta al campo, gestito dalla protezione civile del Molise, si è basata su una forte collaborazione con la funzione assistenza del comune di Medolla. Ciò ha permesso una più efficiente assistenza ai vari nuclei famigliari accampati, che sono stati seguiti da una coordinazione di volontari e servizio sociale comunale, che in questo modo sono stati capaci di gestire con maggiore efficacia l’alto volume di persone. Questo forte raccordo ha consentito di gestire anche situazioni di criticità, che inevitabilmente si presentano in situazioni di questo tipo, limitando le difficoltà. Da subito il lavoro è stato impostato al fine di cercare di rendere il più accogliente possibile la permanenza delle persone al campo: si sono organizzate le tende suddividendo l’assegnazione delle stesse per gruppi etnici e per età, come quelle adibite agli anziani medollesi che, soprattutto nel primo periodo, erano molto numerosi. Sempre a riguardo degli anziani è stata offerta una soluzione temporanea anche a coloro che, non autosufficienti allettati, sono dovuti rimanere al campo qualche giorno in attesa di trovare strutture residenziali od ospedaliere idonee alla loro accoglienza. Il servizio sociale comunale, in collaborazione con il centro operativo provinciale dell’AUSL di Modena, ha inviato in strutture protette (regionali e non) 84 anziani, 13 dei quali dal 29/05 sono infatti stati alloggiati al campo di accoglienza. Altri 28 anziani sono invece stati indirizzati verso strutture ricettive dell’Appennino modenese, parallelamente ad un ulteriore servizio di prenotazione alberghiera che ha inviato presso altri siti, al mare o in montagna, altre 46 persone. Già nel mese di luglio, a seguito della verifica dell’ agibilità delle abitazioni, molti anziani sono  comunque potuti rientrare nelle loro abitazioni.

Nel campo è stata allestita una tenda come centro diurno per anziani ed il servizio di assistenza domiciliare dell’ASP – Azienda pubblica di servizi alla persona dei comuni modenesi dell’area nord, ha funzionato anche all’interno del campo; personale qualificato ha garantito l’assistenza agli ospiti più in difficoltà.

Per i bambini ospitati al campo, invece, è stata creata una ludoteca, cosicché potessero trovare momenti di gioco e svago, estremamente importanti in una situazione ad alto stress come quella che ha caratterizzato quei mesi. Grazie al servizio sanitario regionale è stata organizzata una presenza medica e pediatrica, allestendo un punto di primo soccorso nel campo. Settimanalmente, a cura dei volontari della protezione civile molisana, veniva organizzata una serata con spettacoli volta ad intrattenere gli ospiti. La UISP, in collaborazione con la RAI, ha inoltre allestito un maxischermo per la proiezione dei campionati europei di calcio.

Una delle linee guida principali della fase di accoglienza è stata il rispetto delle differenze culturali e religiose: attraverso la collaborazione con i referenti della comunità islamica è stata garantita la possibilità di seguire il Ramadan agli ospiti di religione musulmana. Queste attenzioni hanno evitato il crearsi di situazioni di tensione tra gli ospiti, molti probabili in momenti di convivenza forzata come quelli vissuti dalla  popolazione sfollata.

A settembre, con l’inizio dell’a.s. 2013/2014 e un progressivo rientro degli ospiti nelle loro abitazioni, le tende hanno ospitato la scuola primaria e secondaria di primo grado. Le scuole infatti sono state oggetto di ripristino, e per garantire la regolare apertura della scuola, si è sperimentata questa modalità, prima in Italia, di apertura del campo di accoglienza alla scuola.  E’ stata un’esperienza di arricchimento sia per i bambini che per il personale scolastico e i volontari della protezione civile.

A ottobre 2012, dopo 5 mesi di operatività,  il campo di accoglienza è stato chiuso, con il trasferimento dei pochi nuclei rimanti in albergo o nelle case private in affitto individuate tramite gli strumenti previsti dal Piano Casa Comunale.